Ulcere Cutanee

 

Le ulcerazioni della pelle che vengono  maggiormente alla nostra attenzione si possono suddividere in due grandi categorie: quelle “da pressione” dette anche “piaghe da decubito” e quelle più specificamente distrofiche come quelle “diabetiche”.

Le prime, come la definizione descrive, sono dovute al fatto che la cute ed i tessuti sottocutanei di appoggio, in un soggetto, soprattutto se anziano o defedato, con decubito obbligato o lasciato per più tempo nella stessa posizione, possono andare incontro a necrosi. Infatti, il tessuto che resta compresso tra un osso (es. osso sacro) ed un piano rigido (materasso, poltrona, etc.), in seguito al ridotto flusso ematico, si ischemizza, talvolta sino a morire, provocando quelle lesioni cutanee dapprima arrossate poi disepitelizzate e violacee che diventano infine delle spesse e dure croste brunastre. Così si formano le piaghe da decubito o ulcere da pressione; esse, come la punta di un iceberg, sono sempre la proiezione cutanea di un danno più vasto e profondo che spesso giunge sino all’osso. Indice di scarsa o errata assistenza al paziente, riconoscono come cura veramente efficace solo la “Prevenzione”.

Quando si sono formate però, solo idonee terapie generali e locali, toilette chirurgiche, specifiche medicazioni e talvolta la chirurgia ricostruttiva potranno averne ragione, sempre opportunamente coadiuvate da assistenza adeguata. La complessità di questa patologia ed i tempi lunghi di trattamento, richiedono vasta esperienza e approfondita conoscenza dei trattamenti più moderni. Dalla VAC alla Idroterapia intralesionale, dai bio-materiali sintetici e semisintetici alla laserterapia, il chirurgo plastico saprà fornire l’indicazione e l’esecuzione del trattamento più idoneo medico e chirurgico.
    

Le seconde, cosiddette “distrofiche”, sono quelle che riconoscono come causa scatenante una patologia organica come il diabete, malattie autoimmuni o malattie vascolari e hanno un decorso cronico, sebbene sarebbe più giusto parlare di ulcere ad atteggiamento cronico degli arti inferiori, essendo le gambe le zone più frequentemente colpite e, numerosi, di origine diversa e di difficile individuazione i motivi della loro formazione.  Sempre espressione di patologie complesse e spesso generalizzate possono essere di origine dismetabolica (diabete, etc.), vascolare (venosa, arteriosa e mista), neoplastica, autoimmune, infettiva, traumatica, e da pressione. Costringono i pazienti a lunghi periodi (anche di anni!) di sofferenze intervallati talvolta da guarigioni e recidive, finchè non si giunge alla formulazione della diagnosi esatta. Si potrà eseguire quindi la terapia più idonea che porterà finalmente alla guarigione definitiva. Il quadro diagnostico-terapeutico è dunque così complesso da aver creato un nuovo settore di interesse ascrivibile alla Ch.Plastica: la “Vulnoterapia”. Noi sappiamo infatti che ogni ulcerazione deve seguire un iter di accertamenti diagnostici, spesso coinvolgendo più branche specialistiche e iter terapeutici specifici che utilizzano medicazioni “avanzate” biologiche, sintetiche e semisintetiche, interventi chirurgici di toilette e  di trapianto cutaneo o cellulare e specifiche terapie mediche e fisiatriche. 

 piaga da decubito ischiatico in paraplegico

 

Piaghe da decubito calcaneare in diabetica

 

ulcera autoimmune

 

ulcera diabetica

 

ulcera vascolare